I WORKSHOP

MARTINA PAVONE

IMPROW(ORKSHOP)

In questo programma introduttivo vogliamo piantare i semi necessari per far crescere gli strumenti di inclusione, nel rispetto dei vostri bisogni e della vostra cultura, ma contemporaneamente rispettando i valori e gli obiettivi di ImproWOW.
Il workshop si sviluppa in due parti. La prima è di scoperta, definizione e mappatura, con sessioni di discussione alla presenza del facilitatore, in modo da creare basi condivise sui temi del genere, della diversità e dell'inclusione. Nella seconda parte scopriremo come usare gli strumenti direttamente all'interno delle scene.
Affronteremo temi come confini e stereotipi, scoprando cosa ci rende scomodi, come usare gli strumenti improvvisativi dell'empatia in modo da essere sempre rispettosi e non tagliare fuori nessuna voce. Disegneremo insieme la mappa dell'inclusione specifica per quel gruppo, in quella società, in quella cultura, in modo da rispettare la sensibilità di tutti e lo spazio personale, perchè ognuno ha diritto di sentirsi a suo agio sul palco, fuori dal palco e attorno al palco.
Idealmente il workshop dura 6 ore, ma è ossibile concordare una durata differente. Sono necessari una stanza, una lavagna, post it colorati e pennarelli.

ANNALISA ARIONE

GLI ITALIANI SONO UN POPOLO ALLEGRO.
Viaggio semiserio sulla strada degli stereotipi, a braccetto con i pregiudizi chiacchierando di luoghi comuni.

4 ore per stanare insieme i luoghi comuni a cui siamo più affezionati e provare a capire se c'è qualcosa di vero in ognuno di essi. 4 ore per provare a riconoscere gli stereotipi che spesso portiamo in scena nelle nostre improvvisazioni e 4 ore per metterci faccia a faccia con i nostri pregiudizi e sbertucciarli. O lasciare che siano loro a farlo con noi. Quando saliamo sul palco abbiamo un grande privilegio: quello di potere raccontare delle storie. Provare a fare una narrazione del quotidiano che non sia legata a stereotipi e pregiudizi ma anzi ne metta in discussione qualcuno credo sia fondamentale per sfondare alcune barricate e provare a dare complessità a un mondo troppo spesso chiuso in rassicuranti ma superficiali compartimenti stagni. Aristotele era certo che le donne avessero meno denti degli uomini. (Ebbe anche due mogli ma, evidentemente, mai glieli contò) Io ho il terrore di sbagliare il parcheggio in retro se c'è un uomo in macchina con me. E tu? Quali pregiudizi ti nutrono, quali stereotipi ti affossano?

ELENA LAH

ANCHE NO.

Dopo anni passati ad imparare che per essere buoni improvvisatori si risponde sempre "Sì e..." vi siete accorti che non è per forza vero?
Accettare è il modo migliore di essere assertivi?
Il palco è un luogo di rischio ma anche di disagio?
Anche NO.
Proveremo insieme ad affrontare le relazioni da un altro punto di vista, permettendoci di scoprire insieme al nostro compagno come metterlo nella migliore condizione possibile per esprimersi.
Cambieremo ruoli, giocando con gli stereotipi di genere e l'uso del NO, che a volte fa crescere, a volte fa imparare a rispettare l'altro.
Durata: 6 ore

MARI RINALDI

MUSE E FIGURINE
Le donne e il palco dell'Improvvisazione

La sintesi
Uno stage dedicato alle donne che improvvisano e ai personaggi femminili nelle improvvisazioni.
Cause ed effetti
Le donne in scena hanno quasi sempre ruoli precisi, proposti da loro stesse o nei quali vengono, a volte anche con veemenza, ri/poste.
Esploriamo insieme i ruoli di routine, quelli anticonvenzionali, quelli cosidetti “ rifugio “, andando alla ricerca della valorizzazione del personaggio e dell'attrice. E naturalmente della storia.
Inoltre, analizziamo e cerchiamo di offrire proposte ad alcune dinamiche di scena strettamente femminili.
Svolgimento possibile
Analisi dei ruoli e degli stereotipi femminili
Dinamiche: inizio, inserimento e cambio scena
Relazioni a coppia e piccoli gruppi
Il monologo femminile nell'improvvisazione
Video, materiale drammaturgico, "Il viaggio dell'eroina" altro.